INTRODUZIONE AI LAVORI

Luigi Taruffi (Vice Presidente SIRV)

Saluto, a nome dell'organizzazione del Convegno, tutti i presenti e ringrazio quanti, anche assenti, ci hanno fatto pervenire il loro interessamento ed appoggio; ringrazio i membri del comitato scientifico, le organizzazioni ed i ricercatori che hanno collaborato attivamente a questo incontro.
Questo Convegno si discosta dalla norma delle manifestazioni intorno alla Realta' Virtuale: non e' una rassegna tecnica e neanche una serie di proposte sviluppate nell'ambito dell' informatica avanzata. Si trattera' di Realta' Virtuale in due settori di forte rilevanza sociale: la formazione e la riabilitazione. Si concludera', Domenica mattina, con la presentazione di programmi internazionali e nazionali dedicati allo sviluppo anche economico, programmi che possono consentire finanziamenti ad iniziative non solo commerciali ma anche di interesse sociale.
E' stata una scelta precisa, per la prima manifestazione organizzata dalla Societa' Italiana di Realta' Virtuale.
E' una scelta ambiziosa che potra' essere portata avanti solo con il supporto attivo delle istituzioni, dei ricercatori delle aziende, di quanti tra noi vogliono credere alla possibilita' di promuovere insieme tecnologia, cultura e miglioramento sociale: ovvero sviluppo.
La realta' virtuale desta un interesse generale, perche', a nostro parere, alimenta e prospetta modi nuovi di conoscere, di comunicare, modi nuovi per l'uomo di rapportarsi con i suoi simili, con il suo lavoro, con la realta' lavorativa, formativa e sociale.
Noi, qui, adesso, vogliamo soprattutto testimoniare di queste aspettative e cercare insieme un modo serio e responsabile per dare e darci una informazione che sia anche formazione. Serio e responsabile, perche' se e' vero che la realta' virtuale e' uno strumento estremamente potente e' allora anche vero che puo' essere estremamente utile ma anche pericoloso, come ogni strumento importante.
Certo non pericoloso nelle applicazioni attuali, studiate e realizzate in universita' e centri di ricerca, o in industrie attente a non evidenziarne l'impatto emotivo; ma potenzialmente pericoloso laddove l'unico scopo fosse, per solo lucro, fare leva su bisogni o aspettative diverse. Nel momento che R.V. si appresta forse a diventare anche un prodotto di consumo, ed in varie forme, e' necessaria quindi, da parte delle Istituzioni, per tramite delle Universita' e dei Centri di ricerca, una valutazione attenta dell'impatto della tecnologia e sull'individuo e sulla societa'; e' necessaria un'opera di informazione su R.V. e sulle sue modalita' d'uso.
E' necessario sin da adesso ipotizzare degli organismi di controllo, non certo per limitare la creativita' nelle applicazioni ne' la liberta' dell'utente, ma perche' ognuno, prima di 'interagire' in realta' virtuali, possa sapere cosa aspettarsi, la tipologia dell'impatto emotivo che potra' avere, possa quindi essere effettivamente libero, cioe' anche consapevole, di scegliere la sua 'esperienza virtuale'.
Questa richiesta non e' anticipata nel tempo, perche' non sara' possibile soddisfarla in tempi brevi, perche' i tempi di evoluzione della tecnologia sono estremamente rapidi e incontrollabili le possibilita' applicative.
Questa richiesta e' a favore dello sviluppo della R.V. perche' propone un interessamento attivo delle Istituzioni, richiede fondi e finanziamenti non per riparare a danni gia' fatti, ne' per sovvenzionare un mercato gia' spartito, ma per orientare una tecnologia emergente, orizzontale e potente su linee di sviluppo socialmente utili.
Con la speranza che i settori della Formazione e delle Disabilita', come sono stati tra i primi a interessarsi di R.V., siano anche i primi a sollecitare un reale supporto da parte delle Istituzioni, con questa speranza e con la promessa del nostro impegno in questa direzione auguro buon lavoro a tutti i presenti.

IL FUTURO DI RV É NELLA RETE
Vrml e Java consentiranno di realizzare applicazioni per tutte le piattaforme e disponibili a tutti gli utenti Internet.

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