PRESENTAZIONE DELLA
SOCIETA' ITALIANA DI REALTA' VIRTUALE
Urbano Stenta (Consigliere del Ministro dell'Industria)
Cari amici, il 16 Febbraio 1994 si e' costituita a Bologna la Societa' Italiana
di Realta' Virtuale.
In un mondo caratterizzato dal proliferare di associazioni, spesso
microscopiche, conflittuali, duplicantesi le une con le altre, che bisogno c'era
di costituire un altro organismo associativo?
Abbiamo ritenuto, noi che l'abbiamo costituita, inderogabile e necessaria
questa azione per diversi motivi.
In primo luogo ci e' sembrato piu' che opportuno attivare un collegamento
costante e continuo tra il mondo della ricerca italiano, quello della produzione,
quello dell'utilizzo, e i corrispettivi europei. Infatti la prima azione che la SIRV
ha condotto e' stata quella di trattare con la Societa' Europea di Realta'
Virtuale e con il suo Presidente Philippe Van Nedervelde un protocollo, che
tutti voi potrete leggere in quanto e' negli Atti, e che sancisce il fatto che
l'unica rappresentante della Societa' Europea di Realta' Virtuale in Italia e' la
SIRV. Questo non per travalicare o precostituire posizioni di vantaggio: la
societa' che presiedo non ha fini di lucro e deve essere considerata solo come
un'agenzia al servizio delle accademie, delle aziende e degli utenti.
Il secondo motivo che ci ha spinti e' stato la chiara consapevolezza che la
Realta' Virtuale, se adeguatamente indirizzata sia nel campo della ricerca che
dell'applicazione, puo' divenire un elemento socialmente importante, teso al
superamento di disagi, vuoi fisici, vuoi mentali, vuoi ambientali o culturali. La
Realta' Virtuale puo' essere strumento di riabilitazione, di cura, di sostegno, di
supporto ed aiuto ad altre iniziative terapeutiche; puo' essere altresi' un
elemento che garantisca l'equilibrio psichico in situazioni alienanti quali la
forzata permanenza, vita natural durante, in uno stesso luogo, quando non in
una stessa posizione. Usata poi come strumento interattivo puo' essere fonte
di insegnamento ed apprendimento, di divertimento e svago e altre infinite ed
attualmente non bene conosciute possibilita'.
Un terzo motivo che ci ha indotti ad impegnarci in questa impresa e' la
coscienza, che tutti dovrebbero avere, che, di fronte ad una nuova possibilita'
che la scienza ci offre, e' altamente indispensabile la cautela. Sappiamo che
l'uso della Realta' Virtuale, in determinati soggetti, puo' essere
controproducente, nocivo, e, talora, fonte di grave turbamento psichico.
Dunque e' necessaria un'etica nell'uso di queste tecnologie, come di tutte
le altre; ma in questo caso l'attenzione deve essere massima ora, prima che
l'uso dissennato e privo di regole ci impedisca di predisporre una adeguata
prevenzione.
Se vogliamo che si sviluppi questo settore, dobbiamo garantirci da
infortunii che potrebbero nuocere alla sua espansione che, ne siamo certi,
sara' rapida e tumultuosa. Proporre l'indicazione di un'etica significa
dimostrarsi all'altezza del compito che ci siamo dati, significa comprendere
che prima di tutto c'e' l'uomo, con tutte le sue esigenze, da garantire sempre e
comunque; poi viene il business, la soddisfazione delle proprie curiosita' e
delle proprie esigenze.
Da tutte le relazioni fin qui svolte abbiamo potuto verificare quanto
importante sia il settore di cui ci occupiamo, quanto valido sia il suo utilizzo a
fini sociali, quanto necessario lo sviluppo della ricerca per ampliarne i campi
di attuazione.
Qualcuno potrebbe sostenere che il denaro speso nella ricerca sulla
Realta' Virtuale potrebbe essere meglio utilizzato in campi piu' produttivi o
necessari.
Ebbene, il corpo virtuale, che gli americani hanno realizzato per
permettere ai giovani medici e chirurghi di esercitarsi in operazioni virtuali, ma
riproducenti le difficolta' di quelle reali, e' la dimostrazione di come si possa
creare esperienza senza creare pericoli ai pazienti.
Infine, la possibilita' di utilizzare la Realta' Virtuale per attivita' didattiche
potra' veramente rendere piacevoli quelle ore grigie che molti nostri giovani
passano nelle aule scolastiche, tra libri, lavagne e banchi, aiutandosi solo con
la fantasia a comprendere luoghi e avvenimenti.
Ma qui si pone un problema: puo' la Realta' Virtuale soffocare la fantasia?
A mio parere avverra' il contrario. Essa sollecitera' le doti di memoria e di
intuizione in un maggior numero di alunni e spingera' quelli dotati gia' di
fantasia ad ampliare i propri orizzonti, a cercare di raggiungere confini piu'
larghi e mete piu' alte, a sviluppare straordinariamente il loro pensiero e la
loro immaginazione anche al di la' del conoscibile.Questo potra' dare frutti
grandiosi, quando sara' supportato da una sensibilita' al bello e potra'
provocare il presentarsi di nuove forme artistiche, piu' ampie, piu' alte; ma
sempre radicate all'unico punto che rimarra' alla base di tutto il processo
cognitivo: la mente e l'anima dell'uomo.
Concludo con un pensiero: dal Rinascimento in poi siamo stati abituati a
concepire il mondo in forma antropocentrica. Ora, attraverso questo nuovo
mezzo, il mondo si dilatera' a dismisura; ma, per conseguenza, anche il nostro
Io dovra' ampliarsi per comprenderlo. Allo sviluppo di questa tecnologia
corrispondera' un altrettanto grande sviluppo dell'interiorita' dell'uomo e,
percio', la Realta' Virtuale costituisce, di fatto, il superamento della dicotomia
tra mondo umanistico e mondo scientifico: in essa queste due categorie
coincidono e si rafforzano vicendevolmente in vista del raggiungimento di una
vita piu' elevata, piu' comprensiva, in una parola piu' umana.
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